SETTEMBRE E’ PREVENZIONE DEL SUICIDIO - Rompere il silenzio e il valore dell’ascolto
Settembre è un mese di riflessione e sensibilizzazione sulla prevenzione del suicidio a livello globale. Ogni anno si contano tra i 720.000 e gli 800.000 decessi nel mondo. Il suicidio rappresenta la terza causa di morte tra i 15-29enni (OMS). Ogni 43 secondi, qualcuno, nel mondo, si toglie la vita.
In Italia avvengono circa 4.000 suicidi l’anno: una media di 10 persone al giorno. Tra il 2020 e il 2021 c’è stato un incremento del 16% tra i giovani e, secondo i dati ISTAT più recenti, il 77-79% dei decessi è rappresentato da uomini.
Il Peso della Società e del Giudizio
Bullismo, convivenza con un male incurabile e degenerativo, perdita di una persona cara, delusione in amore, fallimenti lavorativi o personali, violenze, divorzi ed eventi traumatici. Ti consumano mentalmente e fisicamente, lo so. Ma il vero colpevole di tutto ciò è la società. Una società che non accetta le diversità, la fragilità, che ti obbliga a seguire un copione per non sentirti fuori posto:
“Te la prendi troppo.”
“Lascia perdere.”
“Non fa per te.”
“Non sei all’altezza, ma dove vuoi andare?”
“Fattela passare.”
Principali Cause e Fattori
Di seguito i principali effetti e le cause che portano al suicidio:
Disturbi alimentari (Feeding disorder)
Epilessia (Epilepsy)
Sindrome di abuso all’infanzia (Battered Child Syndrome)
ADHD
Disturbo dell’elaborazione uditiva (Auditory processing disorder)
Autismo (Autism)
Alzheimer
Bipolarismo (Bipolar)
Disturbo dissociativo dell’identità (DID/OSDD)
Disturbo del sonno (Sleep disorder)
Depressione
Abuso di sostanze (Substance abuse)
Disturbo ossessivo compulsivo (OCD)
Autolesionismo (Self harm)
Terapia cognitivo comportamentale (DBT)
Dislessia (Dyslexia)
Discalculia (Dyscalculia)
PTSD
Disturbo disforico premestruale (PMDD)
Ansia (Anxiety)
L'Isolamento Silenzioso
Ti chiedono “come stai?” e tu rispondi “bene”, perché in realtà a nessuno importa cosa provi, cosa senti veramente. Finisci da essere una persona piena di vita a una che si chiude in se stessa, che non vuole più uscire, che passa tutto il tempo al cellulare (dispositivo tanto amato su cui si scaricano tutte le nostre colpe anziché ammettere un fallimento), che non ha più voglia di fare le cose che prima la rendevano felice, che si sente sempre stanca.
Chiamarlo con il Suo Nome
Viviamo in una società dove, se non rispecchi degli standard come uomo o come donna, vieni emarginato e giudicato. Ma soprattutto, che si gira sempre dall’altra parte per poi fingere stupore.
“Era sempre sorridente, cosa l’avrà portato a fare il gesto estremo?” (Questa la frase più gettonata).
Il “gesto estremo”, lo chiamiamo così. A me però piace chiamarlo per quello che è, senza mezzi termini. Un gesto di rassegnazione da parte di un essere umano che, dopo innumerevoli gridi di aiuto ignorati, decide di smettere di soffrire perché spezzato, sfinito e consumato dal dolore.
Di Mancuso Simone
Numeri Utili e Supporto
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