Veterani e Reinserimento Sociale

Il reinserimento sociale dei veterani è un argomento di grande importanza che riguarda il ritorno alla vita civile dopo aver servito nelle Forze Armate. Questo processo (continuamente ostacolato dalle istituzioni) può presentare diverse sfide, sia a livello personale che professionale.

Sfide affrontate dai veterani

I veterani spesso si trovano ad affrontare sfide significative nel loro percorso di reinserimento:

  • Problemi di salute mentale: condizioni come il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e la depressione influenzano il benessere dei veterani.

  • Difficoltà lavorative: la traduzione delle abilità militari in competenze civili può essere complessa, limitando le opportunità di lavoro.

  • Adattamento sociale: il passaggio da un ambiente strutturato e disciplinato come quello militare a una vita più libera può essere difficile.

Iniziative di supporto

Sono molte le iniziative pensate per aiutare i veterani nel loro percorso di reinserimento.

Programmi di formazione e lavoro

  • Corsi di formazione: offrire corsi per sviluppare nuove competenze può facilitare l’accesso al mercato del lavoro.

  • Collocamento lavorativo: programmi specifici possono aiutare i veterani a trovare impiego in aziende disposte ad assumere ex militari. In un Paese come l’Italia, in cui “il militare” viene visto dalla maggior parte della popolazione come il nemico da isolare, ciò rappresenta una delle più grandi sfide.

Supporto psicologico e sociale

  • Counseling e terapia: come già detto nei precedenti articoli, questo tipo di servizi è a esclusiva richiesta dell’operatore, che quindi è obbligato a curarsi in silenzio, nascosto e lontano dai riflettori delle Forze Armate.

  • Gruppi di supporto: incontrare altri veterani può fornire un senso di comunità e di comprensione reciproca.

Politiche e leggi a favore dei veterani

  • Incentivi fiscali: alcuni Paesi offrono agevolazioni fiscali alle aziende che assumono veterani. In Italia queste agevolazioni, però, sono rivolte solo ai giovani che, al giorno d’oggi, pretendono di avere tutto servito su un piatto d’argento.

  • Assistenza abitativa: programmi per fornire alloggi a prezzi accessibili ai veterani in difficoltà. Negli USA e negli altri Paesi del mondo ciò viene già attuato; in Italia, invece, no. Non esistono residenze per veterani né tantomeno programmi per agevolarli.

  • Riabilitazione: quando i nostri operatori vengono gravemente feriti o rimangono “inermi” a causa di attentati in contesti operativi, ricevono dal nostro Governo e dalle Forze Armate un’assistenza minima per poi essere abbandonati. Le famiglie delle vittime, in chiara difficoltà, sono quindi obbligate a fare enormi sacrifici (come se non bastasse quello già fatto a una nazione ingrata) e ad avviare collette online per acquistare costosi medicinali e tutto ciò di cui necessitano per tornare a vivere.

Il ruolo della comunità

La comunità gioca un ruolo cruciale nel supportare i veterani:

  • Volontariato: partecipare a iniziative di volontariato può aiutare i veterani a ristabilire connessioni sociali.

  • Educazione pubblica: sensibilizzare la società riguardo alle difficoltà affrontate dai veterani può favorire un ambiente più accogliente.


Lo Stato italiano e i suoi abitanti, purtroppo, continuano a far finta di non vedere la categoria dei veterani, molto più presente di quanto immaginiamo. Ai nostri soldati che tornano a casa viene gettata sabbia sugli scarponi da persone che passano la loro stessa esistenza sul divano a guardare partite di calcio, intascando l’Assegno di Inclusione. Le stesse persone per le quali i nostri operatori perdono la vita nel tentativo di preservare la loro libertà.

In sintesi, il reinserimento sociale dei veterani richiede che diventi parte integrante dell’azione del Governo e delle Forze Armate. È giusto che chi continua a vivere sulle spalle degli altri finalmente si assuma le proprie responsabilità per ciò che sta accadendo, invece di pensare solo ed esclusivamente al proprio portafoglio e al medagliere; così come è giusto che la gente comune smetta di giudicare dall’esterno i nostri militari e, perché no, che si faccia un bel weekend pagato a Ramadi, Shindad o Al-Qa’im. Lascio la libertà di scegliere il soggiorno.

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PTSD - UNA REALTA' DIMENTICATA